sabato 30 dicembre 2017

MI STAI LEGGENDO NEL PENSIERO - UN PIZZICO DI SALE PER IL NUOVO ANNO

 
Preghiera Semplice
(San Francesco d'Assisi)

Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace:
dove è odio, fa ch'io porti amore,
dove è offesa, ch'io porti il perdono,
dove è discordia, ch'io porti la fede,
dove è l'errore, ch'io porti la Verità,
dove è la disperazione, ch'io porti la speranza.
Dove è tristezza, ch'io porti la gioia,
dove sono le tenebre, ch'io porti la luce.
Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto:
Ad essere compreso, quanto a comprendere.
Ad essere amato, quanto ad amare
Poichè:
Sì è: dando, che si riceve:
perdonando che si è perdonati;
morendo che si risuscita a Vita Eterna.

Amen.

TORTA MEDOVIK (RYZHIK)



Pomeriggio di uno di questi giorni di festa... all'ora del thè, un sorso di “nero” bollente a inzuppare un morso di torta che così si scioglie in bocca con sfumature di caramello e latte. L'atmosfera si riempe di gioia e scintille dorate. Stiamo parlando della Medovik (in russo miod è il miele), ma in casa mia l'ho sempre sentita chiamare Ryzhik, Rossiccia, perché il suo colore, a “torta finita”, è proprio quello; giudicate voi, e sappiate che se deciderete di farla, ne sarete certamente gratificati.

Ingredienti

(per 10-12 persone)

pasta:
500 gr. farina bianca
180 gr. zucchero semolato
100 gr. burro
50 gr. miele
bicarbonato di sodio

crema:
400-500 gr. burro
2 lattine da 390 gr di latte condensato


venerdì 29 dicembre 2017

VOLEMOSE BENE - LA VERA STORIA DI BABBO NATALE




Sin dal XIV secolo, ogni 6 dicembre, Nicola veniva a portare i doni ai bambini del Nord Europa, passando attraverso il camino. Era una figura molto popolare e molto amata e questo sembra avergli dato la forza di resistere durante un periodo in cui le immagini e le statue dei santi venivano rase al suolo, bruciate e distrutte. S.Nicola è così rimasto nella memoria popolare, in una forma che J.Seal definisce “dormiente”, fino agli inizi del XIX secolo. Gli olandesi, nella cui lingua porta il nome di Sinterklaas, lo portarono nel Nuovo Mondo, in particolare nella Nuova Amsterdam, l’odierna Manhattan, e la pronuncia americana dell’olandese portò all’evoluzione linguistica da Sinterklaas all’odierna pronuncia anglosassone di Santa Claus. Nel frattempo, a cavallo fra l’Olanda e gli States, acquistò slitta, renne e campanellini, tipici del Nord Europa, nel periodo invernale. E’ nei primi decenni del 1800 che, per opera di un gruppo di scrittori americani – prima Washington Irving, poi Georg Pintard, poi ancora Clement Clark Moore, insieme ad un fiorire di poesie anonime Santa Claus, oramai resosi completamente indipendente da San Nicola, pur conservandone la realtà del dono ed il nome, divenne popolare nella sua nuova forma. Il nome che Babbo Natale conserva tuttora nella tradizione anglosassone, Santa Claus, non viene più percepito come nome di un santo, pur essendone la chiara derivazione. Santa Claus-Babbo Natale non è più, così, legato al 6 dicembre, e la tradizione dei suoi doni si è trasferita definitivamente al giorno di Natale. 

giovedì 28 dicembre 2017

STRICHETTI IN BRODO DI CAPPONE



Lessando un cappone in questi giorni di festa - l'altro lo cucinerò arrosto - come resistere alla tentazione della pasta fresca nel suo brodo unico ed eccellente? Inoltre una pasta come gli strichetti, che all'occhio mostrano la consistenza di quella ripiena senza esserlo, fanno rifiatare un po' fra antipasti e secondo.

martedì 26 dicembre 2017

MI STAI LEGGENDO NEL PENSIERO - VIDEO-RICETTA DELLA SERENITÁ


In attesa della mezzanotte tutto si quieta e una passeggiata nelle città decorate a festa infonde la luce della gioia agli occhi, mano nella mano, con la serenità nel cuore, in attesa di altre sorprese.

giovedì 21 dicembre 2017

MI STAI LEGGENDO NEL PENSIERO - STRENNA NATALIZIA


 
La strenna (dal latino strēna), sin dall'antichità romana, designava un regalo con cui veicolare un buon augurio, nei giorni che precedevano il "sol invictus" (sole mai domo, mai sconfitto) che appena toccato il punto più basso con il solstizio d'inverno, ricominciava la sua crescita verso quello d'estate. 
Questo vigore indomito oltre che la luce di cui è simbolo a pieno titolo, sono stati associati dalla nuova religione cristiana a Gesù Cristo, Sole e Salute delle genti; per cui oggi come allora ecco la strenna! 

Quella che presentiamo si compone di "Biscottino" speziato (cannella e zenzero) e frollini scozzesi con un tocco di cioccolato. 
Buon Natale a tutti gli uomini e le donne di buona volontà e auguri di Pace e prosperità.

venerdì 15 dicembre 2017

MI STAI LEGGENDO NEL PENSIERO - 88° COMPLEANNO

Ne è passato di tempo... Anno dopo anno, ogni mese a far compagnia alle famiglie italiane con la tua presenza discreta, ricca di consigli e soprattutto di ricette, con cui nel corso di questi 88 anni spesso abbiamo imbandito le nostre tavole: buon compleanno a La Cucina italaiana! 
E non scordiamo che come dici -mi permetto di darti del tu malgrado la veneranda età- "l'arte culinaria è il nesso essenziale dell'unione della famiglia".

Dal numero 1 dell'anno I, 15 dicembre 1929, ancora di grande attualità per una seria e profonda riflessione sullo stile di vita che ci hanno cucito addosso senza neppure che ce ne accorgessimo:

La rubrica della Massaia moderna

La decadenza della cucina famigliare 

Si può affermare che da qualche tempo la cucina famigliare è in decadenza.
... La prima causa di questa decadenza è la mancanza di tempo per il pasto giornaliero in comune e la seconda è quella che, con spirito sottile, denomina la mania della magrezza. Certo, molte altre se ne potrebbero enumerare e tutte più o meno in correlazione col nuovo, turbinoso ritmo della vita moderna, specialmente nei riguardi della donna che per un inspiegabile snobismo si è allontanata dalla cucina. Ecco perché l'arte di cucinare, se ha fatto grandi progressi nei ristoranti, è in assoluta decadenza nelle famiglie. Molto esiguo è il numero delle signore moderne che ancora non disdegnano di sorvegliare esse stesse la cucina ed indossare il grembiale bianco e mettersi davanti ai fornelli per preparare un buon pranzo... È veramente deplorevole vedere che talvolta si offre agli ospiti un pranzo al ristorante.
... Un secolo di abbandono non ci deve fare perdere il ricordo delle nostre tradizioni gastronomiche. Se nel secolo XIX ed al principio del nostro necessità superiori distolsero dalla cucina, occorre fare tornare in auge l'arte culinaria che è il nesso essenziale dell'unione della famiglia.

domenica 10 dicembre 2017

PAIN D'ÉPICES

Pane speziato, e per questo, seppure la ricetta è d'oltralpe, più che "francesismi" si affacciano all'anima sensazioni, orientali ed esotiche; se poi lo si accompagna, a colazione come a merenda, a un thè Bois Chéri delle isole Mauritius, il sogno e l'incanto sono garantiti.



venerdì 8 dicembre 2017

VOLEMOSE BENE - CONTROLLO DEL CIBO CONTROLLO DEI POPOLI

Un’analisi chiara e documentata sull’origine e l’attuazione delle politiche neomaltusiane. Il ruolo non dichiarato delle sementi OGM.
«Chi controlla il cibo controlla i popoli», ammoniva Kissinger, che fu tra i primi ad intravedere il filo rosso che lega alimentazione e demografia. Ciò ha  portato Engdahl ad osservare che «i programmi per la riduzione della popolazione e per la diffusione delle colture geneticamente modificate facevano parte della stessa strategia ad ampio raggio: una drastica riduzione della popolazione – o genocidio, che dir si voglia – attraverso la sistematica eliminazione di intere etnie, come risultato di un preciso disegno politico criminale, presentato sotto la presentabile etichetta di “soluzione del problema della fame nel mondo”».

domenica 3 dicembre 2017

VOLEMOSE BENE - IL SEME DEL DIAVOLO: STORIA DI TERRORE





"La Monsanto è il seme del diavolo, senza ombra di dubbi". E per tale ragione come si diceva quando si parlava schietto e rustico allo stesso modo in cui si mangiava sano, non permettiamo a nessuno di "metter becco" nel nostro piatto, perché le Corporation cominciano a esercitare il loro potere proprio controllando l’alimento, dalla sua produzione sino alla sua lavorazione e distribuzione. Quindi attenzione  perché il cibo, da medicina universale, non divenga in un "gioco di suggestione" perversa e persuasiva lo strumento più efficace di dominio e controllo con buona pace di "tutta" la libertà di cui crediamo di disporre.

sabato 2 dicembre 2017

TROTA ALLA PIEMONTESE


Un secondo con gli ingredienti tipici della cucina piemontese, che anche quando incontra il pece ha il merito di mantenersi gustosa e leggera. Alla fine quindi, la "scarpetta" è d'obbligo!


venerdì 1 dicembre 2017

TRADIZIONE E CIBO - IL RITO RUSSO DI BERE THÈ (II)

  Il rito tradizionale russo di bere il tè
  di Marina Komarova

  (parte II)

 

Con cosa si consuma?

Al contrario delle tradizioni cinesi e giapponesi in Russia si apprezzava, e si apprezza, non solo la qualità della bevanda ma anche con cosa si abbina, cioè una innumerevole scelta di cibi, dolci o salati. In generale possiamo trovare prodotti da forno dolci ma anche torte salate e tartine con prosciutto e formaggio. Come una volta, anche oggi la mattina a colazione il tè viene accompagnato a pane, panini morbidi, ciambelle (simili ai taralli pugliesi), ciambelline con semi di papavero, “kalacì” (pagnotte a forma di lucchetto) o biscotti. Agli inizi del secolo scorso, la domenica o in presenza di ospiti, nelle famiglie borghesi venivano preparate delle torte, mentre nelle case del “intellighenzia” russa si usava servire tartine salate, halvà (un dolce orientale a base di farina di semi oleosi), piccola pasticceria, frutta fresca e secca.

WELSH CAWL (ZUPPA GALLESE DI AGNELLO)


È il tipico piatto nazionale gallese e da quelle parti con cawl, sin dal XIV° secolo, si intende ne più ne meno qualsiasi minestra o brodo. Per tale ragione non prevede una ricetta unica, ma diverse varianti anche se, tenedo conto della grande diffusione di ovini in Galles, ritengo che quella più accreditata sia a base di carne di agnello. Con i primi fiocchi di neve fuori dalla finestra e dicembre sul calendario, welsh cawl è il piatto giusto che ti nutre scaldando.

martedì 28 novembre 2017

RISOTTO ALLE RAPE ROSSE E GORGONZOLA


La rapa rossa che tinge il riso color lampone, mantenendo però il suo sapoore delicato e dolce!  Unito a quello del gorgonzola danno vita a un primo davvero originale e dai colori vagamente natalizi.

domenica 26 novembre 2017

PANE CON L'UVETTA

Tanto semplice ed economico quanto buono e soddisfacente. Il mio consiglio è di consumarlo dopo un paio di giorni dalla cottura in modo che divenga un po' raffermo e assuma una maggiore consistenza, ma guai a farlo seccare, mi raccomando !

sabato 25 novembre 2017

TRADIZIONE E CIBO - IL RITO RUSSO DI BERE THÈ (I)



 
Il rito tradizionale russo di bere il tè

di Marina Komarova

(parte I)


Il tè è una tra le bevande più popolari in Russia, ed il suo uso, con tutto ciò che ruota intorno ad esso, lo fa collocare come un elemento caratteristico del costume nazionale. Il tè ti riscalda durante le fredde serate invernali, ti rincuora durante i ricevimenti estivi, fa radunare intorno alla tavola gli ospiti o i membri della famiglia. È il pretesto per una conversazione informale, molto intima. Molta gente in Russia inizia la sua giornata con una tazza di tè, o magari due. Proseguendo, anche negli uffici più efficienti, incontrarsi con i colleghi a prenderne una tazza è segno di pausa conviviale; la sera è la bevanda che ti “riconcilia” con la vita. Con il tè, si termina qualsiasi pasto, ma si può prendere anche separatamente, ad esempio con i dolci: l’ingrediente importante, comunque, è trovarsi in buona compagnia, berlo senza fretta, insomma, goderselo. Nel mondo moderno, purtroppo, questi momenti sono sempre più rari, ma la cultura del consumo, gli oggetti necessari per questo rito ed i costumi si conservano tutt’oggi.  
Lo spunto per scrivere del tè mi è venuto ricordando un fatto. Un giorno stavo prendendo un tè con una cara amica di Firenze, a casa mia, a Mosca. Per farlo raffreddare, ho versato il liquido dalla tazza al piattino a bordo alto, “alla borghesina”, come si faceva una volta. “Cosa ti è successo!? – esclamò stupita l’amica – hai rovesciato il tè? Aspetta, ti do una salvietta!”. Questo piccolo fatto è stato lo spunto per far conoscere alla mia amica (e a tanti altri amici italiani) le usanze del “prendere il tè alla russa”. Ma proseguiamo per gradi.

PRENDER LA VIA - ACQUI&SAPORI





Acqui Terme (AL), 25/26 novembre 2017
Acqui&Sapori

giovedì 23 novembre 2017

BÔNÈT






Il bônèt, se volessimo semplificare, potremmo dire che è un budino; in realtà è molto di più… infatti è ricco di ingredienti pregiati: latte, uova, cacao, zucchero, amaretti, in alcuni casi inzuppati nel vino aromatico liquoroso (marsala o moscato), in altri nel caffè. Le sue origini si perdono nel tempo all’epoca del focolare e probabilmente deve il suo nome  allo stampo di rame in cui veniva cotto a bagnomaria nel forno della stufa che scherzosamente, data la sua forma simile a un berretto era chiamato appunto “cappello da cucina”. In Piemonte di cui è originario, è uno dei “dolci modi” con cui suggellare un convivio e separarsi in allegria.

Purtroppo non disponiamo più del bônèt della nonna Giuseppina, sia lo stampo di rame che la ricetta precisa, ne abbiamo usato quindi uno da plumcake e siamo andate a memoria, par cœur, perché certe cose e cucinare è una di quelle, devono passare proprio dal cuore per riuscire bene.

lunedì 20 novembre 2017

HAMBURGER


Ieri i bambini, ma devo cominciare a prendere in considerazione di chiamarli ragazzi, erano euforici perché ai fornelli si sono messi loro. E cosa di più desiderabile che prepararsi un bell'hamburger su misura? Tale per cui non rimani nella voglia e i sapori sono espressione dei tuoi gusti? Così via, cuochi mettetevi il grembiule; ed io per una volta mi son trovata il pranzo fatto: grazie Giovi e Emma, "servizio" completo, compresa la foto!

giovedì 16 novembre 2017

BISCOTTI D'AVENA

Una colazione da campioni, ma è solo un biscotto! I protagonisti sono i fiocchi d'avena, il prodotto di punta nei paesi nordici, infatti la ricetta -semplicissima- arriva da un libretto sovietico di pasticceria casalinga dei primi anni '90. L'avena, tanto buona quanto salutare, è adatta comunque a tutti i climi, anche a quelli di paesi più a sud!

lunedì 13 novembre 2017

INSALATA DI TRIPPA

La trippa è un cibo che non conosce le vie di mezzo: o piace davvero, allora ci si sbizzarrisce nei modi in cui cucinarla; oppure, nel caso contrario la si evita "garbatamente". L'invito comunque è di provarla perché i pregi superano di gran lunga i difetti: molto basso il contenuto di grassi, ricca di proteine, ad alto valore biologico, buone quantità di sali e di ferro; e perché no, economica, appetitosa.  

giovedì 9 novembre 2017

TORTA RIPIENA DI MELE



Stiamo “plagiando”! Infatti questa ricetta è una variante della classica torta di mele americana, la apple pie. Ma quando un dolce è così buono c'è da aspettarsi che gli “ammiratori” siano tanti e che ciascuno provi ad omaggiarlo a suo modo .

mercoledì 1 novembre 2017

DIAMANTINI AL CARAMELLO

Mmmmm... che bontà!!! L'esperienza ci porta ad affermare che davvero la semplicità porta in sè la bontà! In effetti questi biscotti, ma sarebbe meglio dire dolcezze, friandises, pasticcini, ne sono un chiaro esempio: semplici da preparare, semplici da gustare (fin troppo dato che uno tira l'altro), semplici da offrire, per tutte le occasioni.


TRADIZIONE E CIBO - NORME ALIMENTARI INDUISTE



“Occorre cautelarsi nei riguardi di quel male che ha il nome di avidità. Si usi pertanto la carità come medicinale e così venga considerato il nutrimento che viene offerto e ricevuto. Non si desideri quindi un cibo raffinato”. 
Sri Shankarâchârya 


Addentrandosi un po' nelle norme alimentari indù (senza ovviamente aver la pretesa di essere esaustivi) si ha la sensazione di entrare in un ginepraio in cui è più facile perdersi che trovare quello che si stava cercando; per tale ragione è opportuno non scordare mai che essendo l'India la culla della Tradizione, nella sua società le basi non possono che essere solide e i principi precisi, meglio dire immutabili, quindi non si possono leggere certi dati con le categorie di pensiero moderne che tendono a dividere piuttosto che cogliere l'elemento unificante di tutto. Per tali ragioni anche lo "stile alimentare" di questa civiltà, come di tutte quelle che hanno ancora una connotazione tradizionale, deve essere considerato nella prospettiva che l'alimento è parte integrante di un Rito che ha come scopo primario di mantenere l'armonia e indicare la strada che ricongiunge gli esseri al loro Principio Eterno. Quindi il pasto di un uomo o del suo gruppo di appartenenza, rivela quella che è la natura propria e l’aspirazione che hanno: cosa si mangia e cosa si rifiuta di mangiare; come si mangia e dalle mani di chi si accetta cibo stabiliscono un ordine gerarchico naturale e “il principio, per dirla con una boutade, è che più la mia casta è elevata più sono schizzinoso ed esigente in tutte queste cose.

lunedì 30 ottobre 2017

TORTA ALLA MONFERRINA DI ZUCCA E MELE

Un dolce autunnale già a partire dall'aspetto che non mostra nulla per sedurre immediatamente; ma come il bosco in questa stagione, sotto i colori spenti del fogliame secco, trovi un tesoro di profumi e sapori che per il palato sono davvero la sintesi di quella che si potrebbe definire una "leccornia d'altri tempi"... e il dessert è servito!

martedì 24 ottobre 2017

"PAELLA" VEGETARIANA DI FRUTTA E VERDURA

Che dire; senza dubbio un piatto originale, oltre che buono e salutare che se si vince qualche possibile perplessità iniziale, può dare anche grande soddisfazione.

sabato 21 ottobre 2017

TORTA ALLE NOCCIOLE

In Piemonte, soprattutto nella Langa, è molto diffusa la coltivazione del nocciolo, da cui si raccoglie la pregiata nocciola "tonda gentile" che è l'ingrediente indispensabile di numerosi e rinomati dolci, dal torrone di Alba alla crema di Gianduia, fino alla Nutella. In questa ricetta la proponiamo "a fette", parte di una torta tanto buona quanto degna di passare con disinvoltura dalla merenda alla tavola di un banchetto importante.

giovedì 19 ottobre 2017

PRENDER LA VIA - FICO



Fico: il parco tematico del cibo più grande del mondo. 

Lo scopo primario dell’iniziativa della Fabbrica italiana contadina (Fico) di Bologna è l’educazione alimentare veicolando, attraverso l’attività di formazione e promozione culturale, i valori legati alla dieta mediterranea, al corretto stile di vita e di alimentazione, alla conoscenza delle tradizioni e della storia dell’agricoltura italiana; dunque se sarà riconosciuto e raggiunto questo obiettivo non si potrà che essere soddisfatti, perché uno dei modi più subdoli con cui si corrompe l’essere umano è proprio il cibo: si diventa ciò che si mangia.

mercoledì 4 ottobre 2017

FONDUTA E FUNGHI

 Un piatto come questo non può mancare dall'archivio del blog e soprattutto se si è in autunno, con una buona polenta diventa compagno di baldoria, alla sera in famiglia o al sabato con gli amici. Abbiamo scelto tre tipi di funghi freschi (porcini, pioppini e champignons) per non far lievitare troppo i costi e mantenere questo piatto nella categoria low cost. Anche per la fonduta ci siamo serviti di formaggi di alpeggio non troppo cari, ma se preferite si può usare la classica fontina che conferisce un gusto più "robusto".

OLIVO




Creavit Deus medicamenta de terra 
et vir prudens non abhorrebit ea

[Siracide, 38:4]

Trattando dell'olivo, seppur con "leggerezza" come viene fatto in questa rubrica, non si può pensare immediatamente alla rilevanza che ha avuto per il genere umano, quasi fosse un "testimone" delle sue vicende, e ciò anche, ma non solo, per la sua longevità. Dall'antro delle ninfe di Omero (Odissea XIII, 102-112), al giardino del Getzemani (Giovanni 18:1-12), fino al coranico versetto della Luce (Corano 24:35), questa pianta è presente con tutta la sua realtà simbolica che fa tutt'uno di rappresentante e rappresentato.

domenica 1 ottobre 2017

ZAPEKANKA (SFORMATO DI RICOTTA)

НА РУССКОМ ЯЗЫКЕ НИЖЕ

I bambini della Russia Sovietica a colazione mangiavano la Zapekanka di ricotta, poi studiavano bene a scuola e si impegnavano alle lezioni della fiskultura, diventando da adulti inventori di navi spaziali, atleti che avrebbero saltato oltre i 6 metri con un'asta e campioni in hokkei, basket e calcio. Forse può sembrare nostalgia per un'epoca, ma è solo rammarico per la buona e semplice alimentazione che è andata un po' perduta. La ricetta tratta da un classico dell'editoria gastronomica russa, “Il libro del cibo buono e sano” del 1965.

giovedì 28 settembre 2017

VOLEMOSE BENE - IL PIATTO VUOTO CHE VERRÁ

Avevo posto una domanda qualche giorno addietro, "abbiamo mangiato ieri, ma oggi e domani?" Stando al rapporto annuale di Biodiversity International non dovrà essere un'abitudine scontata quella di avere cibo nel piatto perché sono a RISCHIO DI ESTINZIONE diverse varietà alimentari che faranno scendere sempre più il numero delle speci da cui proviene il cibo. Che dire... a mio avviso se non ci sarà un radicale cambiamento della mentalità e dello stile di vita, temo che ne vedremo delle brutte. 
O Signore benedici e proteggi la Tua Terra perché ci dia sempre buoni frutti e ci offra un luogo di sosta nel nostro viaggio che riconduce a Te.

venerdì 22 settembre 2017

TRADIZIONE E CIBO - THÈ, UN PO' DI STORIA





Il thè è originario della Cina, nella regione nota come Yunnan, di questo non si dubita, tanto che si può affermare che nessuno beveva thè prima dei cinesi, men che meno gli indiani. Infatti il thè in India, lo portarono gli inglesi a seguito della così detta “guerra dell'oppio”,  quando la Cina chiuse le frontiere. Si narra che una spia inglese, Robert Fortune (a fianco), botanico scozzese del XIX° secolo, abbia aiutato la East India Trading Company a carpire i segreti della produzione di thè dalla Cina; rubò delle piantine di Camelia Sinensis e le trafugò in India dove furono coltivate e permisero agli inglesi di avere il “loro” thè. In realtà oggi sappiamo che le cose non sono proprio andate esattamente così. E sappiamo anche che secondo alcuni, la Camelia Sinensis var Assamica, è considerata una pianta autoctona della zona dell'Assam, ovviamente prove certissime non ce ne sono. Sembra comunque più ragionevole asserire che il thè come bevanda, sia nato in Cina, perché prima dei cinesi, anche se queste piante erano diffuse anche altrove, nessuno aveva avuto l'idea di usarle per farne un decotto o un infuso.

giovedì 21 settembre 2017

CONFETTURA DI FRUTTA ALL’AROMA DI LIMONE E ZENZERO


Il tempo scorre -bella scoperta-: le stagioni coi loro colori, profumi, sapori e frutti si alternano; qualche volta risulta difficile rassegnarsi, soprattutto in giornate come questa, la cui luce è talmente limpida che sembra possa attraversare i corpi e assegnare forme nuove. Per questo faccio provvista e porto in dispensa; dopo aver unito la frutta fresca a quella secca e messo tutto in vasetto. Provo così a fermare quest'attimo di stupore che raggiunge il cuore.

VOLEMOSE BENE - ABBIAMO MANGIATO IERI, MA OGGI E DOMANI?




Abbiamo mangiato ieri, ma oggi e soprattutto domani, avremo qualche cosa nel piatto? A dispetto dell'apparenza la domanda non è affatto retorica e se si considerano le politiche che quasi tutti i governi che si sono succeduti alla guida dei diversi paesi hanno perpetrato nel corso degli anni, c'è poco da stare allegri riguardo alla risposta che si potrà dare. Infatti è evidente che a parte qualche eccezione isolata, i settori che producono l'alimento, quindi in primis l'agricoltura, sono stati via via sempre più mortificati per non dire "devastati"; naturalmente pensiamo alle piccole aziende domestiche e non alle culture intensive che fanno capo alle solite multinazionali.

martedì 19 settembre 2017

PETITS-BEURRE AL CIOCCOLATO E NOCI

Variante al cacao e noci del biscotto con il nome dolce e fiabesco, tanto per non ripetersi; ottimo col thè nero o una tazza di latte intero. E via alla merenda del dopo scuola

sabato 16 settembre 2017

UOVA CON PEPERONATA AL BASILICO E MIRTILLI



Un modo insolito, ma indubbiamente originale per preparare la peperonata, con note agro-dolci e le uova che sostituiscono senza imbarazzi le carni. Il tocco dei mirtilli, ma possono essere usate anche le more, la rende davvero speciale.

venerdì 15 settembre 2017

PRENDER LA VIA - CHEESE

Bra (CN), 15-18 settembre 2017
Cheese 2017

Anche per l’undicesima edizione, la formula di Cheese non cambia: l’evento è gratuito e si svolge per le vie, le piazze e i cortili del centro storico di Bra, dove come sempre troverete il Mercato dei Formaggi, la Casa della Biodiversità, la Gran Sala dei Formaggi e l’Enoteca, lo Spazio Libero (novità di quest’anno, dedicata ai formaggi, salumi, vini e pani senza fermenti selezionati, additivi, nitriti e nitrati), la Piazza della Pizza, le Cucine di strada, la Piazza della Birra e i Food Truck, due Cinema pronti a ospitare la rassegna Cheese on the Screen, la Libreria di Slow Food Editore, i Laboratori del Gusto, gli spazi per le Conferenze, il Palco e molti altri luoghi di incontro, approfondimento e benvenuto ai vecchi e ai futuri soci di Slow Food.

giovedì 14 settembre 2017

mercoledì 13 settembre 2017

PAPPA DI POMODORO

Questa zuppa come spesso accade con quelle toscane, è fatta con poco, ma in cambio da molto, profumo, colore, sapore e soprattutto l'allegria che unisce tutto il resto nella soddisfazione della tavola e dei commensali.


martedì 12 settembre 2017

TRADIZIONE E CIBO - LA VALENZA SIMBOLICA DEL CIBO NEL MONDO INDIANO

In un altro post ho fatto riferimento alla Traittirîya Upanishad per evidenziare come l'alimento per gli Indù sia assimilabile se non addirittura coincidente con il Brahman stesso, la Realtà Assoluta. Prima di "dare la parola"  a Laura Scopela, riportando un estratto di "Le prescrizioni alimentari di carattere religioso", vorrei aggiungere per completezza come si conclude  l'Anuvâka 2 dell'Adhyâya II della Umanishad menzionata:


In vero, al di là di quello, che è questo [corpo] costituito dall’essenza del cibo, vi è un altro e [più] interno sé [=veicolo-corpo] costituito di energia vitale. Da questo [corpo costituito di energia vitale] è riempito quello [costituito di cibo]. In vero, questo stesso [veicolo costituito di energia vitale] ha ancora fattezza umana. Questo [sé di energia vitale] dalla fattezza umana è conforme alla fattezza umana di quello [più esterno costituito di cibo].

Di questo, il prāna[1] stesso è il corpo. 
Il vyāna[2] è il lato destro [meridionale]. 
L’ apāna[3] è il lato sinistro [settentrionale]. 
Lo spazio è l’Ātmā [il tronco]. 
La Terra è l'estremità quale base stabile.  
Anche a tale riguardo vi è questo Śloka[4].

Questo consente di lasciare intravedere molto di più di quanto non possa emergere da scritti come quello della Scopel che pure hanno l'indubbio merito di sensibilizzare e avvicinare il pubblico a un argomento così importante come quello dell'alimentazione tradizionale, proponendolo inoltre in una prospettiva non molto usaule per questi tempi che il lettore interessato potrà senz'altro approfondire per conto proprio.



La valenza simbolica del cibo nel mondo indiano
di Laura Scopel



L’Induismo, confessione religiosa che in Italia conta circa cinquemila fedeli e tiene rapporti con cinquanta­mila induisti immigrati, ha fatto dell’alimentazione uno dei suoi dogmi di maggior spessore. Il cibo nelle sue diverse modalità di cottura e consumazione, sommate alle differenti fasi di elaborazione che il corpo umano gli riserva, ha assunto una valenza simbolica e spirituale fin dal Vedismo, considerato ormai unanimemente l’origine di quello che noi oggi definiamo Induismo.
Gli induisti ritengono che la posizione sociale di un uomo o di un gruppo dipenda anche dagli alimenti che rifiuta di mangiare, poiché l’appartenenza a un casta gerarchicamente superiore comporta maggiori restrizio­ni alimentari.
Il cibo è un veicolo di scambio poiché attraverso l’alimentazione si condividono meriti e demeriti sociali e, inoltre, può comportare conseguenze negative sul piano del ciclo delle rinascite poiché, se proibito, conta­mina i tessuti del corpo in cui si è trasformato. La marginalità sociale trova spesso espressione attraverso riferimenti alla sfera del cibo invero quelli che vengono chiamati “fuori casta” vengono definiti “gente che cucina cani”.

lunedì 11 settembre 2017

VERDURE RIPIENE

La cucina ligure è spesso di “magro”: buona parte è giocata proprio dalle verdure fresche, che possono giovarsi dei più aromatici arricchimenti, come basilico, aglio, anche funghi secchi. Provate queste verdure ripiene di semplice esecuzione, ma ottime quanto ad aspetto e sapore!


sabato 9 settembre 2017

PANINO DI PESCE

НА РУССКОМ ЯЗЫКЕ НИЖЕ

Abbiamo preso spunto per questa preparazione da una chiacchierata con la nostra amica Laura che a New York ha assaporato degli ottimi lobster roll (farcitura con astice); certo il nostro è un semplice panino di pesce e perciò anche il prezzo è decisamente più abbordabile rispetto a quello newyorkése, ma non per questo meno buono.

venerdì 8 settembre 2017

PETITS-BEURRE

Petits-beurre in 11 mosse, si potrebbe dire; ma in realtà è talmente semplice fare questi biscotti che sembra già di assaporarli fin dalla lavorazione. Genuini e fragranti, con un nome dolce che sembra uscito da una fiaba.

mercoledì 6 settembre 2017

DECOTTO DI GINEPRO, LIQUERIZIA E ZENZERO


Dal Medio Evo una ricetta del "Libro delle creature" di Ildegarda di Bingen, bedessa benedettina. Indicata a digiuno o dopo i pasti perché "addolcisce e diminuisce i dolori del petto, del polmone e del fegato" (quindi presumiamo che abbia proprietà calmanti, lenitive per le vie respiratorie, benefiche per l'apparato digerente). L'abbiamo provata e se non possiamo "certificare" immediatamente le virtù terapeutiche indicate, certo rimane un sapore gradevole e aromatico con sfumature di resine che rendono questa bevanda piacevole e rilassante.