L'episodio riportato sotto fa parte del Mahā Aśvamedha Parvan del Mahābhārata, considerato come la continuazione della Bhagavad Gītā (Anu Gītā). Si basa sulla concezione dell'annamayakośa (involucro di Ātman fatto di cibo; il corpo dei cinque kośa della Taittirīya Upaniṣad). Dare cibo al popolo è il primo dovere rituale (svadharma) di uno kṣatriya (re, cavaliere o semplicemente, per estensione, governante).
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domenica 17 maggio 2020
DAI CIBO! DAI CIBO! DAI CIBO!
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domenica 26 agosto 2018
MELANZANA
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martedì 10 luglio 2018
CHAPATI CON FORMAGGIO E ORTAGGI, ALLA CREMA DI ALBICOCCHE
Mi perdoneranno i puristi cultori della cucina indiana, perché questo è piuttosto un piatto Indian style, seppure le caratteristiche di fondo - dal pane chapati agli ingredienti vegetariani - sono rispettati! Si tratta infatti dell'incontro della fantasia tipicamente italiana con i "canoni" dell'alimentazione indiana. Il risultato a mio parere è sorprendentemente gradevole.
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venerdì 23 febbraio 2018
BUDDHA BOWL CON CURRY DI VERDURE
Un altro modo
per divertirsi in cucina e al tavolo: è Buddha Bowl! Fa pure moda! Sono la
nuova tendenza food: grandi ciotole colme di ingredienti freschi di stagione,
perfette come piatto unico a pranzo, anche da portare con te al lavoro.
Prendete una ciotola capiente, mettete dentro gli ingredienti che vi piacciono
e poi mangiate: è come fare un piccolo viaggio esotico! Per i “precisini” ci
sono anche le proporzioni da rispettare fra le varie parti della Buddha Bowl:
ortaggi circa 70%, un cereale – 15% circa, una proteina (vegetale o animale
come pollo, uovo o pesce) – 15% circa. A parte il gusto estetico, pure
importante, questa non è una insalatona. In questa ricetta che vi propongo ho
usato il riso bollito, il curry di verdure india-style (come da lista
ingredienti), pomodori, un cetriolo e qualche manciata di spinaci freschi.
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venerdì 16 febbraio 2018
RICOTTINE AL FORNO CON SPEZIE E SEDANO
Una ricetta che si potrebbe definire sattvica, dati i principali ingredienti impiegati, non foss'altro che le spezie conferiscono un tocco di vivacità rajasica. Comunque un piatto salutare e gradevole, del tipo "cucina indiana", ottimo alla sera o come colazione salata.
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lunedì 12 febbraio 2018
ARANCIO
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venerdì 9 febbraio 2018
BURRO
Leggo nella mia rivista preferita:
È una vera e propria rivoluzione copernicana quella con cui gli studiosi stanno riabilitando il ruolo dei grassi nella nostra dieta. Finalmente possiamo dirlo: il burro fa bene.
Recenti studi, diffusi dall'Associazione Italiana Lattiero Casearia, dimostrano che non solo causa obesità, ma contribuisce a controllarla. Inoltre fornisce energia immediata, è molto digeribile, salutare per le ossa e per il rinnovamento delle cellule. Una svolta... anche se, naturalmente, non bisogna eccedere: la dose quotidiana consigliata è di soli 20 grammi (i "burrini" che troviamo sul tavolo apparecchiato per la colanegli negli hotels pesano 10/12,5 grammi)
In Italia ne mangiamo circa 2,5 Kg a testa all'anno: possiamo concederci un aumento!
Ho ripreso la notizia riportata ne La Cucina Italiana di febbraio 2018, perché dopo anni trascorsi sul "banco degli imputati", accusato di ogni male possibile e immaginabile, giustizia sembra essere fatta: il burro non fa male, anzi, fa bene! Del resto da quando i consumi sono determinati solo dalla "moda" e dal "profitto" che vedono negli influencer gli alfieri di una persuasione neppure troppo occulta di quello che dobbiamo dire, fare, mangiare, scrivere e testare, non stupisce che anche nel campo alimentare, per l'importanza che ha, si assista periodicamente alle alterne fortune/sfortune di cibi e stili. Ripensando alla rilevanza che avevano in una casa i grassi, sia vegetali che animali -con il burro per restare in tema, si lenivano persino i bernoccoli- una domanda mi si affaccia alla mente: al di là delle statistiche, anche esse funzionali come gli influencer a consumi pilotati, non è che questo ci ha cambiati e per rincorrere troppa innovazione abbiamo anche perso ragionevolezza e capacità di discernimento? Gli antichi, che non sono più di moda altri che come archeologia, ma detengono tutt'ora la perpetuità della saggezza, ci ricordano che "come il burro pervade il latte", in medio stat virtus.
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giovedì 18 gennaio 2018
VOLEMOSE BENE - IL PREZZO DELLA VITA
Vero è che in questa intervista si parla
prevalentemente del cotone, ma come si potrà comprendere se si arriva a leggere
sino alla fine, questo è solo il punto d’inizio. La strategia che la Monsanto
sta perseguendo è chiara: creare un monopolio con il proprio materiale geneticamente modificato, in modo che poi
nessuno possa competere sul mercato con prodotti derivanti da sementi completamente
pure. Attenzione perché melanzane, cipolle, cavolfiori, senape ed altro sono già
in cantiere: preoccupiamoci sempre di cosa portiamo in tavola e impariamo a diffidare,
perché come dice un vecchio proverbio russo, il formaggio gratis è solo nella
trappola per i topi.
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sabato 6 gennaio 2018
TRADIZIONE E CIBO - SATTVA, ALIMENTARE L'ARMONIA
"Di tutte le regole ascetiche, quella
relativa all'assumere cibo sattvico
in quantità moderate è la migliore; osservando questa regola la qualità sattvica della mente aumenta e questo
aiuterà l'auto-osservazione"*.
Questa nobile citazione mi perpette di introdurre un nuovo capitolo dedicato all'alimentazione tradizionale indù. Premesso che sattva è uno dei guna (attributi principiali della sostanza universale dalla cui commistione traggono origine le caratteristiche psichiche e corporee dell'essere), occorre non scordare mai, quando si considera il nutrimento secondo la prospettiva tradizionale, che siccome si diviene effettivamente quello che si mangia (e si pensa) certi cibi favoriscono delle tendenze piuttosto che altre, quindi non è casuale che vengano accolti con favore o rifiutati, a seconda che elivino o mortifichino le possibilità spirituali dell'uomo e ciò a prescindere da considerazioni su "proprietà nutrizionali", da valutazioni "scientifiche", sociali e commerciali. Prendiamone ad esempio alcuni che oggi sono molto diffusi.
*(Sri Ramanarpanam Astu)
*(Sri Ramanarpanam Astu)
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mercoledì 1 novembre 2017
TRADIZIONE E CIBO - NORME ALIMENTARI INDUISTE
“Occorre cautelarsi nei riguardi di quel male che ha
il nome di avidità. Si usi pertanto la carità come medicinale e così
venga considerato il nutrimento che viene offerto e ricevuto. Non si desideri
quindi un cibo raffinato”.
Sri Shankarâchârya
Addentrandosi un po' nelle norme alimentari indù (senza ovviamente aver la pretesa di essere esaustivi) si ha la sensazione di entrare in un ginepraio in cui è più facile perdersi che trovare quello che si stava cercando; per tale ragione è opportuno non scordare mai che essendo l'India la culla della Tradizione, nella sua società le basi non possono che essere solide e i principi precisi, meglio dire immutabili, quindi non si possono leggere certi dati con le categorie di pensiero moderne che tendono a dividere piuttosto che cogliere l'elemento unificante di tutto. Per tali ragioni anche lo "stile alimentare" di questa civiltà, come di tutte quelle che hanno ancora una connotazione tradizionale, deve essere considerato nella prospettiva che l'alimento è parte integrante di un Rito che ha come scopo primario di mantenere l'armonia e indicare la strada che ricongiunge gli esseri al loro Principio Eterno. Quindi il pasto di un uomo o del suo gruppo di appartenenza, rivela quella che è la natura propria e l’aspirazione che hanno: cosa si mangia e cosa si rifiuta di mangiare; come si mangia e dalle mani di chi si accetta cibo stabiliscono un ordine gerarchico naturale e “il principio, per dirla con una boutade, è che più la mia casta è elevata più sono schizzinoso ed esigente in tutte queste cose.
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Tradizione e cibo
martedì 12 settembre 2017
TRADIZIONE E CIBO - LA VALENZA SIMBOLICA DEL CIBO NEL MONDO INDIANO
In un altro post ho fatto riferimento
alla Traittirîya Upanishad per evidenziare come l'alimento per gli Indù sia
assimilabile se non addirittura coincidente con il Brahman stesso, la Realtà
Assoluta. Prima di "dare la parola"
a Laura Scopela, riportando un estratto di "Le prescrizioni
alimentari di carattere religioso", vorrei aggiungere per completezza come si conclude l'Anuvâka 2
dell'Adhyâya II della Umanishad menzionata:
In vero, al di là di quello, che è questo [corpo]
costituito dall’essenza del cibo, vi è un altro e [più] interno sé [=veicolo-corpo]
costituito di energia vitale. Da questo [corpo costituito di energia vitale] è riempito
quello [costituito di cibo]. In vero, questo stesso [veicolo costituito di energia
vitale] ha ancora fattezza umana. Questo [sé di energia vitale] dalla fattezza
umana è conforme alla fattezza umana di quello [più esterno costituito di
cibo].
Di questo, il prāna[1] stesso è il corpo.
Il vyāna[2] è il lato destro [meridionale].
L’ apāna[3] è il lato sinistro [settentrionale].
Lo spazio è l’Ātmā [il tronco].
La Terra è l'estremità quale base stabile.
Anche a tale riguardo vi è questo Śloka[4].
Il vyāna[2] è il lato destro [meridionale].
L’ apāna[3] è il lato sinistro [settentrionale].
Lo spazio è l’Ātmā [il tronco].
La Terra è l'estremità quale base stabile.
Anche a tale riguardo vi è questo Śloka[4].
Questo consente di lasciare intravedere molto di più di quanto non possa emergere da scritti come quello della Scopel che pure hanno l'indubbio merito di sensibilizzare e avvicinare il pubblico a un argomento così importante come quello dell'alimentazione tradizionale, proponendolo inoltre in una prospettiva non molto usaule per questi tempi che il lettore interessato potrà senz'altro approfondire per conto proprio.
La
valenza simbolica del cibo nel mondo indiano
di
Laura Scopel
L’Induismo, confessione religiosa che in
Italia conta circa cinquemila fedeli e tiene rapporti con cinquantamila
induisti immigrati, ha fatto dell’alimentazione uno dei suoi dogmi di maggior
spessore. Il cibo nelle sue diverse modalità di cottura e consumazione, sommate
alle differenti fasi di elaborazione che il corpo umano gli riserva, ha assunto
una valenza simbolica e spirituale fin dal Vedismo, considerato ormai
unanimemente l’origine di quello che noi oggi definiamo Induismo.
Gli induisti ritengono che la posizione
sociale di un uomo o di un gruppo dipenda anche dagli alimenti che rifiuta di
mangiare, poiché l’appartenenza a un casta gerarchicamente superiore comporta
maggiori restrizioni alimentari.
Il cibo è un veicolo di scambio poiché
attraverso l’alimentazione si condividono meriti e demeriti sociali e, inoltre,
può comportare conseguenze negative sul piano del ciclo delle rinascite poiché,
se proibito, contamina i tessuti del corpo in cui si è trasformato. La
marginalità sociale trova spesso espressione attraverso riferimenti alla sfera
del cibo invero quelli che vengono chiamati “fuori casta” vengono definiti
“gente che cucina cani”.
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Laura Scopel,
Tradizione e cibo
lunedì 5 giugno 2017
NAAN (con aglio e coriandolo)
НА
РУССКОМ ЯЗЫКЕ НИЖЕ
Naan è un tipo di pane
lievitato, diffuso in Asia Centrale e Medio oriente, popolarissimo in
India, Afganistan, Pakistan. Originariamente, era un termine
generico, derivante dalla parola persiana “naan” che significa
“pane”, per indicare tutti i tipi di pane azzimo. In India per lo
più viene cotto nel Tandoor, attacandolo ai muri interni del forno (questo video è georgiano, ma raffigura bene il metodo di cottura http://lesfriandises-it.blogspot.it/search/label/Puri). La ricetta che proponiamo è quella di un naan senza il lievito,
aromatizzato con aglio e coriandolo fresco e cotto sulla padella. In
India usano spesso la farina integrale, noi in questo caso abbiamo
usato farina di farro, quindi siete liberi nella scelta; potete anche
inserire l'aglio e il coriandolo nell'impasto anziché metterlo sulla
superficie. È un pane gustoso e con il Sambar (ricetta del 4 giugno 2017 http://lesfriandises-it.blogspot.it/2017/06/sambar.html) trova il suo connubio
ideale nell'armonia delle reciproche spezie; servite caldo o tiepido.
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domenica 4 giugno 2017
SAMBAR
НА
РУССКОМ ЯЗЫКЕ НИЖЕ
In India quasi l'ottanta
per cento della popolazione è vegetariana; la base
dell'alimentazione sono piatti simili a questo, dove la combinazione
di legumi, verdure e cereali fornisce un nutrimento completo, e il
buche delle spezie stimola l'appetito e appaga e il palato. Sambar è
una zuppa o stufato di lenticchie e verdure, ben speziate e si
accompagna con il riso cotto al vapore. Senza pretesa di cucinare
proprio l'autentico piatto indiano, proponiamo questa nostra versione
che abbiamo accompagnato con il pane Naan di cui prossimamente
pubblicheremo la ricetta. Ideale per una cena dal sapore esotico e
affascinante con cui stupire i vostri commensali.
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venerdì 24 marzo 2017
PANEER
НА РУССКОМ ЯЗЫКЕ НИЖЕ
Il samnyāsa, “rinuncia totale”,
costituisce per gli indù l'ultimo stadio di vita tradizionale e secondo il
Vedānta, “il fine dei Veda”, riveste un ruolo estremamente positivo in quanto
libera l'essere dalla schiavitù delle false identificazioni conducendolo alla
Conoscenza. Il breve passaggio riportato, tratto dal
libro Śankara e il Kevalādvaitavāda, di
M. Piantelli, oltre a servirci per introdurre la ricetta del Paneer, evidenzia
ancora una volta l'importanza dell'alimentazione nello sviluppo armonico
dell'essere umano e delle sue facoltà; a ben pensare,
leggendo fra le righe si possono trarre diversi spunti di riflessione oltre che
convenire sulla bontà di questo cibo ancora oggi molto
diffuso in India.

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domenica 8 novembre 2015
TRADIZIONE E CIBO - IL NUTRIMENTO
“Dall’alimento nascono le creature
viventi che si trovano sulla terra. Dopo vivono ancora grazie al
nutrimento e alla fine ad esso ritornano.
Per questo viene detto medicina universale.
E in verità, ottengono pienamente tutto, coloro i quali meditano sul cibo come sul Brahma. Infatti il nutrimento è il più antico degli esseri. Per questo viene detto medicina universale (sârva-osadha).
Le creature nascono dal nutrimento, gli esseri crescono grazie al nutrimento, esso è mangiato e mangia le creature, ed è perciò che lo si chiama nutrimento (anna)”.
Per questo viene detto medicina universale.
E in verità, ottengono pienamente tutto, coloro i quali meditano sul cibo come sul Brahma. Infatti il nutrimento è il più antico degli esseri. Per questo viene detto medicina universale (sârva-osadha).
Le creature nascono dal nutrimento, gli esseri crescono grazie al nutrimento, esso è mangiato e mangia le creature, ed è perciò che lo si chiama nutrimento (anna)”.
Taittirîya Upanishad, Adhyâya
II, Anuvâka 2
(Immagine: ERA DI JAHANGIR 1605 – 1627, L’albero della Vita)
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