Gli aliciotti, ottimi anche a temperatura ambiente, venivano preparati dagli ebrei romani per farcire i panini da portare nelle scampagnate fuori porta; abiamo quindi una ricetta di cucina ebraica "regionale", se posso esprimermi così, molto gradevole e delicata come del resto i piatti che ho proposto sino adora di quella tradizione culinaria.
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lunedì 9 aprile 2018
ALICIOTTI CON SCAROLA
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Roma
sabato 7 aprile 2018
TRADIZIONE E CIBO - LA VITE E IL VINO NELLA TRADIZIONE EBRAICA
Melchisedek, re di Salem, offrì pane e vino:
era sacerdote del Dio Altissimo
Genesi, 14:18
Mi ha introdotto nella cella del vino
e il suo vessillo su di me è amore.
e il suo vessillo su di me è amore.
Cantico dei
Cantici, 2:4
Questi versetti di due
Libri fondamentali dell’Antico Testamento, mostrano la rilevanza spirituale del
vino nella religione ebraica, tale per cui non stupisce la sua trasformazione
neotestamentaria in sangue, la componente essenziale del sacrificio. Faccio
seguire alcune brevi note pratiche sull’impiego rituale di questa bevanda e la
coltivazione della vite che confermano come per gli ebrei sia perfettamente
attuato il versetto del Siracide secondo
cui il vino è come la vita dunque occorre che l’uomo ne beva con misura (31:27).
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venerdì 30 marzo 2018
CAPPERI E SPINACI - SFORMATO (PIATTO TRADIZIONALE EBRAICO)
Cucinando questo sformato mi è sorto il dubbio che la diaspora degli ebrei sia partita dal Piemonte, tanto gli ingredienti impiegati mi ricordano quelli preferiti dalla cucina piemontese. Il risultato è semplicemente gustoso, per questa che è una
delle portate che viene consumata nella prima cena pasquale (la vigilia
del primo e secondo giorno di pasqua).
Per i veri cultori della Tradizione può essere interessante sapere che Pesach (Pasqua) è una delle feste più importanti del calendario ebraico, si celebra il 14 del mese di Nisan e dura 7 giorni. Pesach significa "passare oltre" e commemora l'Esodo dall'Egitto. Prima di celebrare la solennità si svolge la "bediqat chametz", la ricerca e rimozione di ogni cibo lievitato a ricordo di quanto avvenne quella notte.
Ora non mi resta che concludere con il saluto che "sigilla" la cena pasquale: "Quest'anno siamo qui, il prossimo a Gerusalemme".
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sabato 24 marzo 2018
TRADIZIONE E CIBO - VALORE SIMBOLICO DEL CIBO: IL CIBO DELLE FESTE EBRAICHE
Proseguo la trattazione inerente il significato del cibo nella Tradizione ebraica, prendendo sempre a prestito dal saggio di Laura Scopel (Le prescrizioni alimentari di carattere religioso); esaminaniamo ora la valenza spirituale delle feste ebraiche, il loro significato simbolico e i cibi che imbandiscono le tavole e vengono consumati.
L’alimentazione ebraica ha certamente
assunto un ruolo importante nella difesa della coesione del gruppo, sia nel
contesto familiare che in quello più ampio della comunità, contribuendo a
rafforzare l’identità collettiva distinguendola dalle altre.
Gli aspetti più significativi
dell’importanza dei costumi alimentari nel processo di costruzione di percorsi identitari,
individuali e collettivi, ispirati ai valori dell’Ebraismo, si rinvengono
durante la celebrazione delle feste liturgiche.
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mercoledì 14 marzo 2018
TRADIZIONE E CIBO - VALORE SPIRITUALE E SIGNIFICATO CULTURALE DELLE REGOLE ALIMENTARI EBRAICHE
[Gli ebrei guidati da Mosè raccolgono la manna nel deserto, in un’opera di Nicolas Poussin]
La rappresentazione del cibo come dono del Creatore nella Toràh*
Nella Toràh una
delle prime immagini bibliche presenta il Creatore come colui che dona il cibo
a ogni creatura vivente: infatti, sul far del tramonto del sesto giorno della
Creazione, dopo aver dato vita ad animali ed esseri umani, sfama allo stesso
modo le bestie selvatiche, gli uccelli del cielo, gli esseri che strisciano e
l’essere umano, offrendo a ciascuno di questi lo stesso cibo: l’“erba che
produce il seme”, l’“albero in cui è il frutto che produce il seme” e “ogni
erba verde”[1].
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mercoledì 1 febbraio 2017
HAROSETH
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Una ciotola di haroseth: simbolo
dell'impasto di paglia e fango del Nilo, con cui gli Ebrei costruivano i
mattoni delle piramidi. Di questa ricetta se ne conoscono svariate versioni, anche
con fichi o prugne secchi, chiodi di garofano, cannella... A parte l’importanza
che riveste nella ritualità della cena pasquale ebraica, risulta una merenda o una
colazione sana e buonissima.
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venerdì 11 novembre 2016
SHAKSHUKA

Si tratta della tipica colazione degli ebrei del
Mediterraneo. Ognuno la caratterizza secondo i propri gusti: i Greci aggiungono
la feta, i Turchi le melanzane, i Tripolini le "merguez", salsiccette
sottili piccanti di carne di manzo e di montone.
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