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sabato 7 novembre 2020

CISRÒ (Minestra di ceci alla peimontese)

Mi ricordo molto bene l’odore di questa minestra che si diffondeva dalla cucina della casa di campagna dove allora abitavano i miei suoceri. L’odore e questa minestra per la verità non hanno niente di particolare, anzi, è una minestra povera, rustica che in Piemonte “insistono” a preparare prevalentemente nel periodo “dei morti”. È di cottura lenta e lunga come le notti di novembre; è appetitosa e riscalda e sicuramente poteva essere necessaria per avere un piacevole ristoro negli umidi e freddi anni del passato, quando la stufa della cucina provvedeva a tutta la casa. Negli odierni giorni novembrini, forse abbiamo bisogno piuttosto di un calore che ci scaldasse l’anima o rinfrancasse l’umore. Questa umile minestra a me dà anche questo, facendo riaffiorare i ricordi dei cari che non sono più qui con me, i cari che mi regalavano il senso rassicurante della protezione famigliare degli anziani. Proprio quello di cui ho bisogno in questi giorni, quando dalla finestra scorgo solo una nebbia ceca. Mia suocera cuoceva delle quantità esagerate di cisrò che poi mangiavamo per 3/4 giorni: è l’uso antico! Potete sostituire la carne di maiale con altri tipi: vitello, manzo, anche l’agnello – viene ugualmente buona. E se volete avere una cisrò più gustosa, d’altri tempi, aggiungete anche qualche pezzo di testina, un orecchio e il codino del maiale.

sabato 17 ottobre 2020

TORTA DI CASTAGNE

 

Un breve viaggio di 2/3 giorni (il tempo di preparare e di mangiare) in Friuli Venezia Giulia nel periodo giusto di questo pieno autunno: da quelle parti la cucina è ricca di ricette con le castagne. Inoltre le castagne sono “inevitabili” nella mia famiglia dato che sono molto apprezzate dalla figlia e dal marito. A me le castagne piacciono più come idea, come la suggestione che omaggia questa stagione. Ma questa ricetta ve la consiglio proprio: si coglie bene ogni sfumatura del gusto caratteristico di questi frutti, è friabile e leggermente umida. Ho cotto le castagne fresche e dopo le ho sbucciate con santa pazienza, lasciando invece la buccetta più sottile che ho frullato insieme alla polpa. Ma questa mia innocente noncuranza ha creato un effetto molto piacevole: alla consistenza della torta ha aggiunto una leggerissima croccantezza. E credo che con la salsa di cioccolato fondente questa torta diventerà una “bomba d’autunno”. É senza glutine.