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giovedì 30 agosto 2018

VOLEMOSE BENE - I CONTROLLI NELLE AZIENDE CASEARIE


A forza di controlli, finiremo mai per chiederci come facevano gli Antichi: "Chi controlla la sentinella?". Già perché a mio avviso si sta prendendo la china del grottesco finendo per eliminare il genuino a favore del "sicuro", quando per sicuro il più delle volte si intende "rispettoso" di standard dettati dal "gusto" dominante, sia sul piano commerciale che tecnico e scientifico. La candida ammissione che troviamo nell'articolo sembra comprovare quello che ho appena detto: "La qualità è diventata uniforme e, generalmente, va incontro ai gusti della maggioranza dei consumatori". Più chiaro di così! Resta solo da chiedersi il perché di tanto, a mio modo di vedere anche sospetto, "igenismo", quando si sa che non è mai morto nessuno per aver mangiato formaggi stagionati in grotta, mentre possiamo dire altrettanto per la sofisticazione moderna?

sabato 6 gennaio 2018

TRADIZIONE E CIBO - SATTVA, ALIMENTARE L'ARMONIA



"Di tutte le regole ascetiche, quella relativa all'assumere cibo sattvico in quantità moderate è la migliore; osservando questa regola la qualità sattvica della mente aumenta e questo aiuterà l'auto-osservazione"*.
Questa nobile citazione mi perpette di introdurre un nuovo capitolo dedicato all'alimentazione tradizionale indù. Premesso che sattva è uno dei guna (attributi principiali della sostanza universale dalla cui commistione traggono origine le caratteristiche psichiche e corporee dell'essere), occorre non scordare mai, quando si considera il nutrimento secondo la prospettiva tradizionale, che siccome si diviene effettivamente quello che si mangia (e si pensa) certi cibi favoriscono delle tendenze piuttosto che altre, quindi non è casuale che vengano accolti con favore o rifiutati, a seconda che elivino o mortifichino le possibilità spirituali dell'uomo e ciò a prescindere da considerazioni su "proprietà nutrizionali", da valutazioni "scientifiche", sociali e commerciali. Prendiamone ad esempio alcuni che oggi sono molto diffusi.

*(Sri Ramanarpanam Astu)

domenica 6 agosto 2017

GELATO LATTE E MENTA

НА РУССКОМ ЯЗЫКЕ НИЖЕ

Un connubio fresco fresco e nutriente per le merende nei meriggi dell'agosto italiano.

lunedì 3 luglio 2017

GELATO FIOR DI LATTE #homemade


Per la gioia di grandi e piccini! Il gelato più buono è quello che si fa a casa! Occorre solo avere una gelatiera e una buona ricetta come questa, professionale, ma riadattata per uso casalingo. Come stabilizzante l'agar-agar che rende il gelato leggermente più vischioso, ma potete anche ometterlo. Ed ecco fatto, ci sentiamo veramente soddisfatte sia per il gusto che per la qualità e vi offriamo così il nostro fior di latte.

venerdì 19 maggio 2017

LATTE ALLE FRAGOLE


НА РУССКОМ ЯЗЫКЕ НИЖЕ

È una buonissima merenda o colazione che nutre senza appesantire, questo latte così aromatico, piacevolmente spesso, di color rosa tenue.

venerdì 24 marzo 2017

PANEER




НА РУССКОМ ЯЗЫКЕ НИЖЕ

Il samnyāsa, “rinuncia totale”, costituisce per gli indù l'ultimo stadio di vita tradizionale e secondo il Vedānta, “il fine dei Veda”, riveste un ruolo estremamente positivo in quanto libera l'essere dalla schiavitù delle false identificazioni conducendolo alla Conoscenza. Il breve passaggio riportato, tratto dal libro  Śankara e il Kevalādvaitavāda, di M. Piantelli, oltre a servirci per introdurre la ricetta del Paneer, evidenzia ancora una volta l'importanza dell'alimentazione nello sviluppo armonico dell'essere umano e delle sue facoltà; a ben pensare, leggendo fra le righe si possono trarre diversi spunti di riflessione oltre che convenire sulla bontà di questo cibo ancora oggi molto diffuso in India.

“Fra i suoi unici possessi (dell'asceta) figura la ciotola per ricevere le elemosine (kamandalu); la questua si svolge secondo strette norme: solo in questo caso il samnyāsin può entrare in un villaggio, il numero massimo di case presso cui può mendicare è fissato a sette ed il tempo per farlo è quello necessario a mungere una vacca. Il silenzio in occasione della questua può essere rotto per pronunciare la parola “bhavat”, epiteto rispettoso diretto alla persona da cui si mendica; si può ricevere solo riso (già cotto), dolci all'olio, pappa d' orzo, latte e cagliata; se non si riceve nulla non è lecito proseguire la questua, ma ci si dovrà accontentare d'acqua e radici, se se ne trovano. Uscito dal villaggio e ritornato nel luogo ove temporaneamente risiede, il samnyāsin deve deporre il cibo ricevuto in luogo puro, lavarsi mani e piedi e annunciare al sole quanto gli è stato dato. Prima di accostarsi al cibo -cosa che può fare solo all'ora quarta, sesta o ottava del giorno- è tenuto ad offrirne un poco agli animali e a spruzzarlo con acqua. Può consumarne solo otto boccate. Gli è interdetto danneggiare qualsiasi essere vivente i qualsiasi modo, sia pure cogliendo un fiore, e toccare qualsiasi metallo, prezioso o meno”.

lunedì 18 gennaio 2016

CASTAGNE AL LATTE



Era considerato il "mangiare dei poveri", ora come per tanti altri alimenti, il prezzo che hanno raggiunto conferisce loro un "alto rango. Comunque, povere o ricche, sono ugualmente buone.