et vir prudens non abhorrebit ea
[Siracide, 38:4]

È un albero di grande utilità sia per il suo legno pregiato che per i suoi frutti; questi sono molto nutrienti e contengono un olio grasso, sconsigliato a obesi e ipercoleterolemici. In fitoterapia si usano le foglie che vanno raccolte in maggio/giugno ed essicate all'ombra, conservandole poi in vasi di vetro. contengono acido malico, juglandina e sostanze tanniche che ne fanno un rimedio efficace contro diversi malanni, essendo astringenti, depurative, antiscorbutiche, antiartritiche, antidiabetiche e colagoghe. Si usano nel trattamento delle gastrointeriti e nelle artriti; hanno inolttre la capacità di diminuire il tasso di zucchero nel sangue e la pressione arteriosa e sono sedative del sistema nervoso. Sono infine consigliate nelle infiammazioni ghiandolari, nei disturbi epatici (itterizia e cirrosi) e nelle malattie della pelle.
Secondo quanto riportato nel Libro delle creature di Ildegarda Bingen, il succo delle foglie è efficace vermifugo esterno mentre ridotte in povere possono essere un vermifugo interno. Ma è importante considerare che "dopo l'ingrossamento e la maturazione dei frutti di qualunque albero da frutto, le foglie non hanno più utilità in medicina, poiché il loro succo è passato nei frutti. Raccogli dunque le foglie di quest'albero a partire dal momento in cui spuntano sino a quando i frutti crescono, cioè quando le noci non sono ancora mature e non possono essere mangiate: allora le foglie sono ancora fresche". Sempre secondo Ildegarda la terra raccolta intorno alle radici di questa pianta è utile per fare bagni contro la gotta.

Come si usa
Decotto: mettere una manciata di foglie essiccate in 1 L. di acqua: bollire per 5 minuti e berne 1 bicchiere dopo i pasti principali. Può essere utilizzato anche per fare pediluvi o impacchi locali contro le malattie della pelle.
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