lunedì 9 novembre 2020

CECI


Nella nostra gastronomia, i ceci sono particolarmente legati alla gastronomia ligure e toscana, con piatti come la panissa, la farinata e la cecina, anche in Piemonte sono molto usati in autunno per la cisrò. Si narra che dopo la battaglia della Meloria (1284), in cui la flotta pisana venne sbaragliata da quella genovese, alcuni prigionieri toscani vennero richiusi nelle stive senza acqua né cibo. Ma, tra le masserizie, i Pisani trovarono alcuni sacchi di ceci secchi, di cui riuscirono a cibarsi bagnandoli con l’acqua marina: fu così che i marinari si salvarono. E nacque la cecina, detta anche “l’oro di Pisa”.

Detti la carne dei poveri sono ricchi di carboidrati e di proteine. La pianta del cece ha origini orientali. Oggi viene coltivato soprattutto in Pakistan e in India, mentre in Italia la produzione è scarsa. 

Ha una tradizione molto antica e oggi è il terzo legume più consumato al mondo. I ceci sono dei legumi che fanno parte della famiglia delle Fabaceae, e si tratta di uno dei primi legumi coltivati di sempre! Pensate che le prime testimonianze risalgono ad addirittura 8.000 anni fa, quando venivano consumati in Medio-Oriente. Si tratta di un prodotto molto versatile in cucina, con cui si possono creare primi piatti, secondi, contorni o antipasti sfiziosi. I ceci sono molto ricchi di fibre e aiutano quindi a regolarizzare l'intestino. Grazie al loro contenuto di acidi grassi omega 3 sono validi alleati del sistema cardiovascolare; contribuiscono, infatti, a controllare la pressione arteriosa e ad aumentare i valori del colesterolo HDL, quello cosiddetto buono,  riducendo i livelli di LDL, il colesterolo cattivo. Ma non è tutto: questi legumi contengono folato, una sostanza che aiuta a mantenere bassa l’omocisteina, un aminoacido presente nel sangue che, quando raggiunge valori sopra la norma, aumenta il rischio dell’insorgenza di eventi cardiovascolari quali ictus e infarto. I ceci contengono, inoltre, molti sali minerali, tra cui soprattutto magnesio, calcio, fosforo e potassio e una buona quota di vitamine C e vitamine del gruppo B. Non contengono glutine e sono quindi indicati anche per chi soffre di celiachia. Se invece volete cucinare con dei ceci secchi, il trattamento da fare prima della cottura è il cosiddetto ammollo, e consiste nel reidratare i ceci mettendoli in acqua e lasciandoli a bagno per circa 10-12 ore. Potete lasciarli anche di più, ma l’importante è che non si superino le 24 ore. Per quanto riguarda le dosi, invece, è consigliabile utilizzare circa 3 litri di acqua ogni 500 g di ceci

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